Gli standard di prova per la resistenza alla corrosione dei componenti automobilistici comprendono principalmente i seguenti:
I. Standard di prova con nebbia salina
1. Prova con nebbia salina neutra (NSS): ad esempio lo standard internazionale ISO 9227. Si utilizza una soluzione salina di cloruro di sodio alla concentrazione di 50 g/L, con un valore di pH compreso tra 6,5 e 7,5. Il campione del componente automobilistico viene posto in una camera di prova con nebbia salina e sottoposto a nebulizzazione continua per un determinato periodo di tempo. Si osserva lo stato di corrosione della superficie, inclusa la formazione di ruggine, il rigonfiamento (bolle) e il distacco del rivestimento, al fine di valutare la resistenza alla corrosione.
2. Prova con nebbia salina acida (AASS): si aggiunge acido acetico glaciale alla soluzione utilata nella prova con nebbia salina neutra, riducendone il valore di pH a 3,0–3,1. Questa prova è più aggressiva ed è impiegata per simulare la resistenza alla corrosione dei componenti automobilistici in ambienti severi (ad esempio aree interessate da piogge acide).
3. Prova di nebbia salina accelerata al rame (CASS): si aggiunge cloruro di rame sulla base della prova di nebbia salina acida per aumentare ulteriormente la corrosività della nebbia salina. Tale prova consente di simulare, in un tempo relativamente breve, la situazione corrosiva a cui sono sottoposti i componenti automobilistici in condizioni estremamente severe. Tuttavia, è necessario selezionare con attenzione la durata e le condizioni della prova, per evitare un’eccessiva accelerazione del processo corrosivo che non rifletta fedelmente le reali condizioni d’uso.
II. Norme per prove cicliche di corrosione, quali la serie di norme internazionali ISO 11997, che definiscono diversi metodi di prova ciclica di corrosione, comprendenti cicli articolati in più fasi (ad esempio nebbia salina, essiccazione e bagnatura), al fine di simulare le varie condizioni ambientali cui i veicoli possono essere esposti nell’uso reale, come l’alternanza di umidità, essiccazione e nebbia salina. Grazie a prove ripetute su più cicli, è possibile valutare in modo più completo la resistenza alla corrosione dei componenti automobilistici in ambienti complessi.
III. Norme sull'adesione del rivestimento e sulla resistenza alla corrosione
1. Per i componenti automobilistici con rivestimenti, come vernici, rivestimenti anticorrosivi, ecc., devono essere rispettate le corrispondenti norme sull'adesione del rivestimento e sulla resistenza alla corrosione. Ad esempio, la norma internazionale ISO 2409 stabilisce il metodo di prova per l'adesione del rivestimento e valuta la forza di legame tra il rivestimento e il substrato del componente mediante prove di taglio a griglia.
2. La serie di norme ISO 4628 stabilisce il metodo di valutazione dei gradi di corrosione, quali rigonfiamenti (blistering), ruggine e distacco (peeling) del rivestimento, al fine di determinare se la resistenza alla corrosione del rivestimento soddisfa i requisiti.
IV. Norme sui materiali
1. Per i materiali utilizzati nei componenti automobilistici esistono corrispondenti norme internazionali che specificano parametri quali composizione chimica, proprietà meccaniche e resistenza alla corrosione.
2. Ad esempio, per i materiali in acciaio inossidabile, la norma internazionale ISO 15510 specifica la composizione chimica, le proprietà meccaniche e i requisiti di resistenza alla corrosione per le diverse classi di acciaio inossidabile.
3. Per i materiali in lega di alluminio, la serie di norme internazionali ISO 6361 stabilisce i requisiti tecnici e i metodi di prova per lamiere, profili e altri prodotti in lega di alluminio, compresa la prova di resistenza alla corrosione dei materiali.